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Giovedě, 9 settembre 2010
News
del 30 luglio 2010
Federanziani, no a innalzamento età per accedere ai vaccini
''Siamo preoccupati - afferma il Presidente Roberto Messina - perche' l'esperienza pandemica ha creato una disaffezione generale su tutta la popolazione, classe medica compresa, verso la vaccinazione anti-influenzale pandemica o stagionale che sia".

(ASCA) – Roma, 26 lug – La federazione delle associazioni della terza eta’, Federanziani, lancia un severo monito a quanti in questi giorni stanno lavorando per la programmazione della vaccinazione anti-influenzale per l’anno 2010-2011.

''Siamo preoccupati – afferma il Presidente Roberto Messina – perche’ l’esperienza pandemica ha creato una disaffezione generale su tutta la popolazione, classe medica compresa, verso la vaccinazione anti-influenzale pandemica o stagionale che sia. Questa situazione creatasi – afferma il Presidente – fa si’ che gia’ l’esigua percentuale dei soggetti che si sottopongono a vaccinazione preventiva (circa il 20%) si riduca ulteriormente, a fronte di una conclamata malattia che causa non solo 700 ricoveri a settimana, ma anche 3.200 accessi’'.

Messina ricorda che ''l’influenza H1N1 ha spezzato la vita a 'solo’ 228 persone, l’influenza stagionale ha mietuto oltre 8.000 vittime, e questi 8.000 morti non hanno avuto spazio nelle pagine dei giornali.

La nostra federazione, oltre ad essere sconcertata per la completa assenza di campagne informative e soprattutto azioni fattive verso l’innalzamento della copertura vaccinale, e’ anche preoccupata per i gruppi di lavoro che in alcune regioni stanno pensando di elevare a 70 anni l’eta’ del target dei vaccini gratuiti, con l’unico fine di risparmiare qualche milione di euro (forse 1 milione per Regione), senza rendersi conto che si dovrebbe diminuire l’eta’ del target e soprattutto convincere i soggetti che rientrano nelle categorie a rischio a vaccinarsi. Non abbiamo paura di smentite nel ricordare a questi gruppi di lavoro che piu’ scendera’ l’eta’ della vaccinazione (se fosse portata a 50 anni), piu’ scendera’ l’incidenza dell’influenza nella classi di eta’, minore sara’ il bilancio dei morti per le complicanze derivate dall’influenza’'.

''Infine – secondo il Presidente di Federanziani – si dovrebbe agire sulle persone che non rientrano nelle categorie definite a rischio, anche solo per il rispetto di coloro con cui interagiscono, senza se e senza ma! Se cio’ non accadesse, falliremmo l’obbiettivo fissato dall’OMS indicato nel 75% della copertura e oltre ad avere una impennata di costi per il SSN ci esporremmo ad una ecatombe, superando di gran lunga gli attuali 8.000 morti l’anno’'.

''Le risorse ci sono – assicura – , basterebbe razionalizzare e spendere con intelligenza i fondi a disposizione per la prevenzione che sono stanziati nel Fondo SSN nella misura del 5% che non si capisce bene dove vadano a finire’'.

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