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Venerdì, 3 settembre 2010
News
del   2008
Le biotecnologie nel futuro dell'ortopedia
Tempi chirurgici abbreviati, minori rischi anestesiologici e chirurgici, tempi medi di ospedalizzazione ridotti.

Guarda l'intervista video a Giorgio Calori



“L’Istituto Ortopedico Gaetano Pini si fa promotore e capofila di una sollecitazione presso le autorità competenti a livello nazionale e regionale, ”, dicono il prof. Marco d’Imporzano, Presidente del convegno ed il prof. Giorgio Maria Calori, organizzatore e direttore del convegno "Rigenerazione tissutale in ortopedia e traumatologia". "Servono interventi urgenti a livello normativo e di gestione delle risorse economiche nel settore sanitario, per l’applicazione delle biotecnologie in ortopedia e traumatologia. Questo perché siamo consapevoli che sta avvenendo, con le biotecnologie, una profonda trasformazione dei modi di essere, di assistere e di produrre nel settore sanitario. Proprio per questo abbiamo organizzato, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, questo incontro scientifico in due giornate promosso dal nostro Istituto Ortopedico Gaetano Pini sede della Clinica Ortopedica dell’Università degli Studi di Milano" spiega d'Imporzano, primario della III divisione all'istituo milanese e professore alla Scuola di specializzazione in ortopedia dell'Universita' di Milano. “Il tema della rigenerazione tissutale in Ortopedia e Traumatologia - dice il prof. Giorgio Maria Calori, Dirigente Medico di Ortopedia e Traumatologia dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, organizzatore e direttore delle due giornate di approfondimento - è un argomento di estrema attualità. Con questo convegno, intendiamo stabilire lo stato dell’arte, puntualizzando le evidenze scientifiche ormai acquisite distinguendo quelle tutt’ora in fase di definizione, in riferimento alle diverse applicazioni nel complesso campo della Traumatologia e della Ortopedia. Questo perché le biotecnologie hanno oggettivamente aperto una nuova prospettiva di cura, che oggigiorno non può essere più ignorata neppure come alternativa.

“Perché preziose,” dice la dott.ssa Loredana Maspes, Direttore amministrativo dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini,” è assolutamente rilevante che queste tecnologie siano impiegate secondo corrette indicazioni per la salvaguardia del paziente ed il corretto utilizzo delle risorse disponibili. In particolare siccome la sanità pubblica esercita in un ambiente economico caratterizzato da scarsità di risorse è più che mai urgente una scelta di indirizzo. La strategia operativa deve inevitabilmente ricercare il corretto equilibrio costo-beneficio o meglio ancora costo-efficacia, secondo un più coerente investimento prospettico a lungo termine; deve quindi poter contare su certezze di risultato o comunque essere basata su evidenze scientifiche e non sulla semplice opinione comune.“Chi ha avuto un prelievo osseo dalla propria anca” dice Calori, ”residua in media una incidenza percentuale di infezione del 21 per cento ed un quinto di questi pazienti presenta ad un anno persistente dolore nel sito di prelievo dell’osso (fino a due anni), cosa che non incide i pazienti trattati alternativamente con impiego di fattori di crescita. Con le biotecnologie non solo i tempi chirurgici sono abbreviati con minore incidenza sull’utilizzo della camera operatoria e delle risorse ad essa connesse; ancor più l’intervento si semplifica con minori rischi anestesiologici e chirurgici per il paziente che diminuisce inoltre i tempi medi di ospedalizzazione. Occorre quindi tenere presente che, a fronte di un iniziale apparente incremento dei costi, in realtà se utilizzate per giusta indicazione, quando non addirittura senza possibile alternativa, le biotecnologie rappresentano già oggigiorno un risparmio nella spesa sanitaria complessiva, ancor di più se tenuto conto del più grande beneficio espresso sulla qualità della vita a breve-lungo termine del paziente. Utilizzare le biotecnologie in Ortopedia e Traumatologia costa infatti meno, secondo linee guida acquisite, anche se si spende apparentemente di più prima al momento della loro applicazione. Come detto, ci sono già livelli di evidenza primaria stabiliti da studi clinici controllati. Tutti i concetti medico-scientifici ma anche di rimborso sanitario etc..sono da rivedere anche alla luce dell’utilizzo delle biotecnologie secondo questi pincipi. Il tissue engineering è attualmente la nuova frontiera e contemporaneamente l’inevitabile futuro che verosimilmente si schiuderà alla futuribile terapia genica”.

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